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Cosa si perde a non investire di più nelle rinnovabili

//Cosa si perde a non investire di più nelle rinnovabili

Fotovoltaico: l’Italia investe per anni e poi butta tutto. Grandi risultati dal 2005 al 2012, ma il settore è stato abbandonato ad un passo dalla maturità: si premia così la speculazione a discapito delle politiche sull’ occupazione e sul lungo termine.”

I vantaggi che alla base del moderno ed encomiabile piano di incentivazione all’energia solare sono inconfutabili:

  • Il sole è una risorsa che abbiamo in abbondanza
  • Permette di ridurre la nostra dipendenza dall’estero, dai ricatti di potenti e dittatori stranieri
  • Permette di ridurre le oscillazioni dei prezzi;
  •  è una produzione di energia pulita che non inquina il territorio;
  • ma soprattutto è una miniera rinnovabile, da cui possiamo attingere per millenni.
  •  Infine, è un sistema di produzione che può essere distribuito sul territorio, su migliaia di medio e piccoli impianti di proprietà di cittadini e aziende, creando posti di lavoro diffusi.

Anche i risultati ottenuti erano non più solo segnali promettenti ma solide realtà

  • Nel 2010 l’Italia era il secondo mercato mondiale del fotovoltaico, dopo la Germania,
  • Un mercato che aveva creato più di 100mila posti di lavoro in un contesto di crisi generale.
  • Dal 2008 al 2012 la produzione di energia elettrica da fonte solare è passata da 0,2 TWh (lo 0,05% del fabbisogno nazionale, una quota insignificante) a 18,9 TWh (il 5,5%).
  •  Il tasso di crescita del settore è stato di oltre il 300% annuo e l’energia elettrica che generiamo con il sole in Italia equivale alla produzione di un paio di moderne centrali nucleari. Una capacità produttiva realizzata in soli 5 anni!
  • L’economia di scala, la competizione, la specializzazione delle aziende hanno fatto crollare i prezzi. Un impianto fotovoltaico nel 2013 costa il 70 – 90% in meno del 2005 grazie agli effetti delle economie di scala, di specializzazione delle aziende ed alla competizione tra le stesse.

In altre parole, la politica di incentivazione ha funzionato: il settore si è rafforzato, è maturato ed è diventato quasi autonomo, quasi in grado di fare a meno del sostegno pubblico. Quasi.
Oggi continuare a sostenere questo settore costerebbe pochissimo, infinitamente meno del lontano 2005. Si può anzi ritenere che i soli benefici economici indotti (introiti da IVA e altre tasse, posti di lavoro, benefici ambientali, riduzione del costo dell’energia) coprano gran parte dei costi d’incentivazione. Invece, dal 6 luglio 2013, il fotovoltaico è incentivato  solo per i privati, attraverso la Detrazione Fiscale . Con la conseguenza che i posti di lavoro creati in questi anni  andranno riducendosi drasticamente (si stima che più del 90% degli addetti al settore ha dovuto trovare nuova occupazione o integrare la sua attività con altre). La quasi totalità delle aziende che operavano in questo settore sono scomparse o drasticamente ridimensionate, tutti i vantaggi di cui vi abbiamo parlato andranno scomparendo, proprio mentre nel resto del mondo stanno nascendo programmi incentivanti un po’ ovunque. Uno spreco di tempo, di energie e di denaro.

Fonte Ing. Zanotti http://www.studioingzanotti.it/news/cosa-si-perde-azzerando-gli-incentivi-alle-rinnovabili/

By |2016-10-19T15:41:37+00:00febbraio 13th, 2014|Il Blog di Greenel|0 Comments

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